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Intelligenza Artificiale: come cambierà il mondo dell'advertising e dell'editoria online
February 6th, 2018 10:00 am     A+ | a-


L'intelligenza artificiale sembra destinata a cambiare il mondo dell'editoria online e della web advertising. Come? Attraverso un uso più intelligente e mirato dei dati. Infatti, i tradizionali strumenti della pubblicità sul web saranno resi drasticamente più efficaci dai nuovi sistemi di AI (artificial intelligence): essi saranno capaci di integrare tutte le tracce che lasciamo delle nostre sessioni online.
 
In questo modo, i players dei tradizionali paid media (in Italia i maggiori sono Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore) potranno cominciare davvero a competere con colossi come Google e Facebook. Questi servizi fanno parte delle soluzioni MarTech (“marketing technology”), il cui scopo è riconoscere i singoli navigatori per offrirgli pubblicità online sempre più personalizzata.
 
Dati, dati, dati: montagne di dati. Viviamo infatti nella data economy: il valore non risiede più negli oggetti fisici, ma in quelli virtuali. Dal giornale, siamo passarti a Google, che ha sostituito la carta con il sito internet. Avere il dato consente, attraverso algoritmi di machine learning, di elaborare sistemi sempre più intelligenti. E quindi, pubblicità sempre meglio targettizzate.
 
Sarà la fine dei banner? No, ma verranno resi più intelligenti, nell'ottica di migliorare continuamente la customer journey ed i touchpoints con i clienti. Un esempio di nuovo sistema di data analysis è rappresentato da MyIntelligence: questo software è in grado di riconoscere gli utenti in base a 24 parametri dei device, pubblici e che non violano la privacy. Si riuscirà così ad identificare in modo univoco ma anonimo gli utenti (anche se i cookies sono stati disattivati!), e ad attribuirvi in un secondo momento altri dati come età, genere, preferenze…
 
Diventerà cruciale, oltre alla data ownership, la data longevity, ovvero la capacità di gestire uno stesso dato per tanto tempo e delineare quindi l’esperienza che il cliente ha, giorno dopo giorno, con l’azienda. Se il banner diventa più intelligente, saremo tutti più soddisfatti: l'utente (che vedrà ciò che realmente lo interessa), il giornale publisher (che avrà una brand image più positiva agli occhi dell'utente), e l'azienda che ha investito in paid media (che sarà sicura di aver realmente raggiunto il suo target).
 
Ai dati emersi dalla navigazione web, si potranno poi aggiungere quelli dei CRM aziendali (customer relationship management, ovvero tutti i dati raccolti da un marchio sui suoi clienti), ottenendo così una profilazione davvero precisa. Come fare a integrarli? Con l'intelligenza artificiale, ovviamente!
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